sabato 29 novembre 2014

La cartapesta_riciclare i quotidiani

Oggi voglio presentarvi il mio modo per realizzare la cartapesta, una pasta modellabile realizzata riciclando la carta dei quotidiani e colla.


Aggiungi didascalia
Ci sono due metodi per realizzarla: la "papier collè" (carta incollata) che consiste nell'incollare striscioline di carta e la"papier machè" (carta macerata) che consiste nel macerare in acqua la carta che poi mescolata alla colla dà una pasta simile all'argilla. Se avete una superficie di cui fare un calco vi consiglio il primo metodo, invecie se volete realizzare qualcosa di più materico dovete usare la carta macerata.
Quella che tutti conosciamo come cartapesta in realtà ha origini molto antiche quanto sconosciute. Dall'invenzione della carta sono sempre esistiti episodi vari di riuso/riciclo della stessa, basti pensare che già i poeti giapponesi incollavano i foglietti con le loro poesie su altri fogli. Utilizzata dal 1700 per realizzare specchietti, ante di armadi, decorazioni architettoniche, piccoli oggettini (le cosiddette "cineserie"), il suo uso si è poi spostato in tutto il mondo fino alla realizzazione addirittura di una cattedrale a Goteborg in Svezia, distrutta 28 anni dopo solo per costruirne una più grande. Usata ancora nel'800 e 900, data la sua leggerezza e sostitutita solo dall'invenzione del legno compensato,  per realizzare porte di armadi, cabine e controsoffittture nelle navi. Materiale antico e popolare la cartapesta il cui uso si è tramandato per generazioni anche in Italia basti pensare ai Gigli di Nola, al Carro d''Immacolata di Matera, ai carri del carnevale tradizionale, all'arte presepiale Napoletana o alle sculture sacre in cartapesta. Insomma attuale anche oggi in tema di riuso e riciclo come materiale creativo utilissimo per sviluppare le capacità  manipolative di grandi e piccini.
 
Ora voglio illustrarvi un metodo da me sperimentato ed utilizzato almeno da 8 anni realizzandolo anche coi bambini di scuole elementari.
Per prima cosa dovete procurarvi l'occorrente:
  • 2 o 3 quotidiani
  • colla per parati tipo Sichozell (si trovanei negozi di ferramenta e parati)
  • una bacinella capiente o un secchio
  • acqua
  • una bottiglia di plastica
  • un vecchio frullatore ad immersione (facoltataivo)

Per iniziare (foto 1) strappate i quotidiani, sovrapponendo due o tre pagine,  riducendoli in tante striscioline dela larghezza di 1 cm circa. Non vi serviranno le forbici perchè bastano le mani, la maggiorparte dei quotidiani ha la fibra della carta he si sviluppa in orizzontale seguendo l'orientamento delle righe della scrittura per cui basta strappare i giornali in questo senso. Notate bene che tagliando la carta con le forbici o un tagliacarta si ottiengono bordi dritti, mentre strappando con le mani i bordi restano sfaccettati e molto più idonei ad assorbire l'acqua.
Ottenute le striscioline sovrapporne quattro o cinque e strappare ancora fino ad ottenere dei quadratini (foto 2). Mettere tutti i pezzettini di carta in un secchio e ricoprire con abbondante acqua. Se avete poco tempo usate l'acqua bollente e quando si sarà intiepidita immergetevi le mani e con dei movimenti dei polpastrelli "spappolare" la carta. Se avete più tempo lasciate la carta a bagno tutta la notte. In entrambi i casi, dopo la macerazione bisogna raccogliere con le mani la carta dall'acqua e strizzarla per bene (se avete un vecchio scolapasta a fori stretti potete uaslo per facilitare l'operazione). Strizzata tutta la carta diponetela di nuovo nel secchio o in un contenitore più piccolo. La carta rilascia parte dell'inchiostro ma resta comunque di colore grigio. Se volete potete mettere nell'acqua della tempera o della porporina per ottenere degli effetti diversi...oppure usare solo la Gazzetta dello sport o il Sole ventiquattr'ore per sfruttare la colorazione della carta.
Mentre rioposate un po le mani preparatevi la colla. Io la diluisco sempre "ad occhio", in realtà per un litro di acqua bastano un cucchiaio e mezzo di polvere di Sichozell circa(foto 4). Vi consiglio di mettere nella bottiglia prima la polvere e poi poca acqua, agitare per bene e infine aggiungere la restante acqua. Agitate e lasciate riposare la colla per un po; nel giro di mezz'ora spariscono i granelli che si sciolgono nell'acqua e la schiuma che si forma in superficie. La colla ottenuta ha una consistenza semiliquida/gelatinosa ed ha notevole resistenza ma soprattutto, contrariamente alla colla vinilica, asciuga più rapidamente e non forma muffe se posta in luoghi umidi.
Adesso riprendete la carta strizzata separando i pezzetti con le mani e spezzettando ancora i pezzi che sono rimasti più grandi. Finita l'operazione versate sulla carta una generosa dose di colla diluita (man mano che lavorate la cartapesta vi renderete conto della necessità di aggiungere o meno colla). A questo punto se avete un vecchio frullatore ad immersione(foto 6) usatelo per rendere la cartapesta più liscia, altrimenti iniziate a lavorarla con le mani e impastando come se si trattasse di pasta da pane. Più la si lavora (ma soprattutto più i pezzettini sono stati spappolati e frammentati prima) più il risultato sarà omogeneo  simile ad una pasta modellabile. Aggiungete se necessario altra colla.
La vostra cartapesta ovvero carta macerata è pronta per dare libero sfogo alla vostra manualità.
Io questa volta, usando come supporto delle maschere in plastica, ho realizzato delle riproduzioni di maschere teatrali dell'antica Roma. Vi consiglio di lisciare con le dita la supeficie della cartapesta per renderla più compatta e liscia in modo che sia più bella da vedere e faciel da dipingere. Quando sarà asciutta ve ne accorgerete perchè assumerà un colore grigio più chiaro.
Una volta asciugate le dipingerò con colori acrilici e una mano finale di lucido trasparente.





Ora tocca a voi, buon lavoro ma soprattutto buon divertimento!

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...